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Era la sera di Halloween, andai in centro città a fare un giro, a suonare i campanelli, per strada vidi tanta gente travestita, alcuni costumi mi facevano anche paura. Io e la mia amica Sandra andammo al parco e lei andò a fare un giro, mentre io mi sedetti sulla panchina. Ad un certo punto sentii un rumore dietro di me.. sembrava un lamento come se qualcuno avesse dei brividi di freddo.

Dato che questo “continuo lamentarsi” non era poi così gradevole, pensando fosse la mia amica dissi:  “Sandra, se hai bisogno di una felpa, una coperta, o insomma, qualcosa per coprirti, se vuoi andiamo a casa mia e ti presto qualcosa”. Non ebbi risposta. Poi sentii urlare da lontano e la voce mi era anche familiare,  ma non feci nemmeno in tempo a girarmi che sentii un brivido dietro la schiena.

Avevo capito che c’era qualcosa che non quadrava, finalmente vidi Sandra e la convinsi ad andarcene da lì. Trascorsi il resto della sera non pensando più allo strano episodio.

Ci divertimmo un sacco: guardammo un film, mangiammo insieme al MC, insomma, una splendida serata. Poi decidemmo di andare, in pieno stile Halloween, a visitare una casa abbandonata. Lì davanti, appena salite le scale, trovammo una stanza vuota con una bambola seduta su una sedia che aveva sopra le gambe un cartello in cui c’era una scritta: “Benvenuti, so che alla fine di questo viaggio vi pentirete della vostra scelta, ma ormai siete qui, non potete più tornare indietro”.

Che effetto inquietante pensai, Sandra invece sembrava non aver risentito della vista della bambola, ma improvvisamente si chiusero tutte le porte, comparve dal nulla una  torcia che illuminava il nostro cammino e ci indicava la strada da percorrere. Sandra non sembrava turbata e mi incoraggiò a proseguire l’esplorazione: “Che sangue freddo!” Esclamai e lei mi guardò dubbiosa.

Trovammo una porta, afferrammo la maniglia e lentamente l’aprimmo. Criicc…  Sentii nuovamente quel lamento e nuovamente un brivido mi salì lungo la schiena e chiesi a Sandra: “L’hai sentito anche tu ?” Lei mi guardò con una faccia alquanto perplessa e mi disse: “Stasera sei più strana del solito, fai delle considerazioni curiose che non capisco, qui non c’è niente e anche prima la stanza era vuota e tu la guardavi come se ci fosse un mostro.” Adesso avevo capito, lei non aveva visto nulla! Anche se sconcertata e in preda al timore di essere diventata pazza  le stetti dietro mentre apriva la porta completamente e vedemmo, anzi, io vidi: una ragazza con un mantello bianco che le copriva tutto il corpo, con i capelli lunghi e neri sulla faccia. Poi con una voce fredda e grave e mi disse: “Non ti libererai mai di me”. Mi fissò con un sorriso inquietante, mentre Sandra non sentì e non vide nulla. Da lì la mia vita cominciò a cambiare.

Zilio Noemi - 2^A

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Le scuole che fanno parte dell’Istituto Comprensivo “Don Agostino Battistella” sono collocate in un quartiere del Comune di Schio comprendente Magrè, Monte Magrè, Ca’ Trenta e Liviera. Da settembre 2013 inoltre si sono aggregati all'istituto anche le scuole del Comune di San Vito di Leguzzano.

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